Modà 2022

Una playlist attraverso cui raccontare la storia dei Modà, in occasione di un anniversario importante

1) Favola (da “Via d’uscita” – 2003)

Ora vi racconto una storia che farete fatica a credere“. È partita così la storia dei Modà: un EP autoprodotto ed una canzone che, caricata qualche anno dopo su YouTube, ha raggiunto i 20 milioni di visualizzazioni pur senza video ufficiale. Una storia fatta di attese, di speranze, di sogni prima soffocati e poi realizzati. Di discese e risalite, di bruschi stop e rinascite, di continue sliding doors. Della tantissima gavetta fatta nelle retrovie fino a trovarsi, quando ormai erano i primi a non aspettarselo più, sulla bocca di tutti.

E così l’incipit di quel brano fotografa anche il loro viaggio musicale che oggi, in occasione del loro ventennale di carriera (il primo concerto ufficiale risale al settembre 2002), ripercorriamo attraverso queste 20 canzoni che ci aiutano a raccontare un percorso incredibile.

2. Nuvole di rock (da “Ti amo veramente” – 2004)

Ditemi che cosa devo fare per stare sopra a una nuvola e per farmi ascoltare“. È la canzone in cui emergono maggiormente le difficoltà degli inizi. Intensa, rabbiosa, commovente, “vaschiana”. Si sente la voglia di trovare un posto importante per i propri pezzi in un periodo in cui non c’erano ancora le possibilità dei talent, di YouTube o delle piattaforme streaming, e serviva passare per forza da un’etichetta discografica.

Il frontman Francesco “Kekko” Silvestre la scrive, infatti, nel 2000, a soli 22 anni e ancora prima della nascita dei Modà, e tuttora si chiede: “Come ho fatto a quell’età a scrivere un testo così?“. È il talento, semplice.

3. Ti amo veramente (da “Ti amo veramente” – 2004)

Rappresenta il loro debutto con una casa discografica – la New Music International – e anche i primi apprezzamenti delle radio. Il brano, pubblicato nell’estate del 2004, entrerà in breve tempo tra i 40 pezzi più trasmessi e sarà l’antipasto dell’album omonimo, pubblicato nell’autunno successivo. Riuscirà anch’esso a farsi notare nelle classifiche, aprendo loro la strada del Festival di Sanremo, tra le Nuove Proposte.

4. Grazie gente (da “Quello che non ti ho detto” – 2006)

Il sogno si trasforma, però, in fretta in un incubo e il Festival si rivela una mera comparsata. Eliminati alla prima serata con una canzone – “Riesci a innamorarmi” – che, senza più il supporto della casa discografica, non avrebbe potuto avere alcun futuro: niente radio, niente tv, niente promozione. Tutto sembra finire così. Di quanti artisti, pur talentuosi, si sono perse subito le tracce dopo il passaggio tra i Giovani a Sanremo per non aver saputo sfruttare l’unica loro occasione? Un’infinità.

Kekko però, oltre al talento, mostra subito di avere qualcosa in più: la determinazione, la fame, la convinzione nei propri mezzi, la cazzimma. “Combatterò per dimostrare sempre che io non sono un perdente, con umiltà e mordente vincerò battaglie e guerre“, scriverà in quei giorni. E infatti sarebbe mancato pochissimo per le prime vittorie.

5. Quello che non ti ho detto (Scusami) (da “Quello che non ti ho detto” – 2006)

L’occasione per ripartire arriva subito grazie all’etichetta Around The Music che scommette su questo brano. È l’estate del 2006, l’Italia si laurea Campione del Mondo in Germania, Fabio Grosso è l’eroe nazionale e nelle classifiche musicali, appena dietro alla capolista “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone (inno della spedizione azzurra), spuntano quei ragazzi solo un anno e mezzo prima passati inosservati a Sanremo. Un successo inaspettato a cui seguirà la pubblicazione dell’album omonimo, che supererà le 45.000 copie vendute.

6. Sala d’attesa (da “Sala d’attesa” – 2008)

Arriva, però, un ulteriore arresto con il terzo album – “Sala d’attesa” – che non nasce sotto una buona stella. Due componenti della formazione originaria decidono di lasciare la band e così Kekko registra il disco da solista, con dei turnisti ad accompagnarlo.
Riformerà i Modà nella loro attuale composizione (con l’ingresso di Enrico Zapparoli e Claudio Dirani che si aggiungono a Diego Arrigoni e Stefano Forcella, già in squadra dal 2002) per la tournèe dell’estate 2008, quando però l’etichetta discografica decide di chiudere i battenti. Cinque ragazzi si trovano per strada e Silvestre prende la sofferta decisione di abbandonare la musica, iscrivendosi a un corso necessario per aprire un’enoteca. “Il cielo – però – non è lontano e arrivi anche se vai piano, basta che tutti i giorni ti costruisci un gradino“.

7. Sono già solo (da “Viva i romantici” – 2011)

E no, il cielo non era lontano. Perchè nel 2009 la madre di Kekko si ammala di tumore, le canzoni del figlio la fanno stare meglio e gli chiede di provarci per l’ultima volta con la musica. Lui si chiude in studio e in tre settimane scrive quasi tutto “Viva i romantici“, disco bocciato da tutte le case discografiche. Il nome “Modà” è ormai bruciato. Ci crede solo Ultrasuoni – l’etichetta formata per l’occasione da RTL 102.5, Radio Italia e RDS – e qui la band riesce finalmente a salire stabilmente su quell’Olimpo su cui si era già appoggiata tre anni prima.

Sono già solo” nasce in due ore in una villetta della provincia milanese, viene esclusa da Sanremo 2010, ma rimarrà poi ai primi posti delle classifiche di vendita per quasi un anno e farà conquistare loro il premio di “band rivelazione” ai Wind Music Awards.

8. La notte (da “Viva i romantici” – 2011)

Nell’autunno 2010 la classifica di iTunes vede “La notte” al primo posto e “Sono già solo” al secondo, a otto mesi dall’uscita. Entrambi i brani entreranno poi nella Top10 delle canzoni più vendute di quell’anno. Sono le premesse per un ritorno a Sanremo, stavolta da protagonisti, in coppia con Emma.

9. Arriverà (feat. Emma) (da “Viva i romantici” – 2011)

Arriverà” si afferma infatti subito come il brano di maggior successo di quell’edizione, chiusa al secondo posto dietro a Roberto Vecchioni, trionfatore con “Chiamami ancora amore”. Apre soprattutto la strada a “Viva i romantici“, il disco dei record. Che si ferma dietro solo a “The dark side of the moon” dei Pink Floyd per numero di settimane consecutive in classifica ed è presente dal 2011 al 2014 nelle classifiche annuali di vendita. Scalata che ha reso i Modà l’unica band italiana di sempre a riuscire a vincere il disco di diamante, l’ultimo – per quanto riguarda gli album – che ha visto finora la nostra discografia. Oggi, a 11 anni dalla sua uscita, nessun altro artista è riuscito a superare le 500.000 copie vendute con un solo progetto, nonostante anche l’aggiunta dello streaming.

10. Viva i romantici (da “Viva i romantici” – 2011)

Buonanotte a tutti quelli come me che per ucciderli del tutto ci vuole molto più veleno“. Quali sono i segreti di un successo di simile portata? Innanzitutto, proprio quegli otto anni di peripezie raccontati prima. È figlio delle lunghe tournée estive facendo traversate in camper da Milano alla Sicilia, delle feste di paese in cui trovi chi ti ama ma anche chi è totalmente indifferente e devi essere tu a convincerlo a rimanere lì. Di quelle piazze che, in un caso, hanno visto anche solo cinque persone davanti al palco.

Ha pagato la scelta di un progetto pensato da subito per il lungo periodo, che ha resistito ai tanti incidenti di percorso non scendendo mai ad alcun tipo di compromesso e non cercando scorciatoie. Lo dimostrano i primi anni in cui Kekko ha rifiutato almeno tre contratti da solista perchè “hai presente i ragazzi a casa? Sono là che aspettano solo di sapere com’è andata. Hai presente quando gli dirò che è andata da Dio ma che loro non faranno parte del progetto? […] Chi c***o se ne frega del successo, io preferisco la dignità“. Il boom è quindi arrivato quando avevano già una direzione ben precisa e una storia consolidata alle spalle. Li ha trovati pronti senza correre il rischio di bruciarsi.

11. Come un pittore (feat. Pau – Jarabedepalo) (da “2004-2014: L’originale” – 2014)

Un’esplosione costruita poi sul racconto di una vita non artefatta, e questo ha permesso loro di conquistare diverse generazioni che si riconoscono nell’autenticità dei valori portati avanti. Come l’amicizia. E qui non si può che parlare di Pau Donès.

Tanti duetti, i palchi più importanti calcati insieme, un rapporto cresciuto in simbiosi con la loro grande intesa artistica. Kekko è stato vicino a Pau colpito dalla malattia, Pau ha chiesto all’amico di cantare insieme la struggente “Fumo“, che oggi suona quasi come un testamento musicale con quell’emblematico “e ora che il cielo mi chiama, sii forte, non piangere, non ho paura“. Una fratellanza andata oltre anche al carattere schivo di Kekko che, come da lui stesso dichiarato, ha rapporti con il mondo dello spettacolo pari quasi a zero.

E ora, a due anni di distanza dalla morte del frontman degli Jarabedepalo, i Modà lo portano ancora idealmente sui loro palchi, con le sue immagini sullo schermo per un duetto virtuale sulle note della canzone più venduta della loro carriera, “Come un pittore“. Un sentito omaggio a quella che il leader della band milanese definisce “la persona più speciale che io abbia mai conosciuto“.

12. Come l’acqua dentro il mare (da “Gioia” – 2013)

E, parlando di valori, è inevitabile inserire anche la famiglia. A dicembre del 2011 nasce Gioia, la figlia di Kekko – a cui verrà dedicato questo brano presentato nel 2013 a Sanremo – e in quel periodo, quello del salto decisivo, il frontman rifiuta di aggiungere altre date a un tour nei palazzetti decisamente fortunato. Aveva paura di perdersi la nascita del suo sogno più intimo. Lì diventa lei la priorità e lo sarà anche sei anni dopo, quando il cantautore sceglierà una strada con molta meno esposizione della precedente, con l’obiettivo di poter accompagnare tutte le mattine la bambina a scuola e metterla a letto la sera. Crescendola come fa un padre comune.

Vietato abbandonare il sogno di volare, ma per quello c’è bisogno dell’amore“: i Modà non avrebbero potuto essere gli stessi senza i loro rapporti più veri.

13. La paura che ho di perderti (feat. Bianca Atzei) (da “2004-2014: L’originale” – 2014″)

Gli anni tra il 2011 e il 2017 sono quelli in cui Kekko diventa il “Re Mida” della musica italiana, decidendo di non tenere la sua fortuna solo per sé stesso. Regala allora ad Alessandra Amoroso uno dei suoi pezzi più belli, “Urlo e non mi senti“. Firma “Non è l’inferno“, la canzone con cui Emma vince Sanremo nel 2012. È dietro anche all’esplosione di Annalisa, a cui produce l’album “Splende” e scrive “Una finestra tra le stelle“, quarta classificata all’Ariston nel 2015.

La collaborazione più longeva è però quella con Bianca Atzei. Kekko la scopre e duetta subito con lei, la porta prima sui palchi dei palazzetti e poi su quelli degli stadi. Le scrive “La paura che ho di perderti“, il suo primo grande successo, e anche i due brani con cui la cantante sarda salirà sul palco di Sanremo.

E ora, a dieci anni dal loro primo duetto, Bianca l’ha voluto fortemente sul suo nuovo album “Veronica” per incidere insieme una nuova versione di quella “Ora esisti solo tu” portata all’Ariston nel 2017 e che oggi conta più di 45 milioni di visualizzazioni su YouTube. Perchè “sono grata nei suoi confronti. Kekko mi ha supportata tanto. Al top della sua carriera ha voluto darmi una mano e mi ha scritto delle canzoni che mi porterò dietro a vita“. Fotografia di un successo che non ha mai dimenticato l’altruismo.

14. Gioia (da “Gioia” – 2013)

Arrivare dove arrivano solo i giganti. A quel punto manca un solo posto per consacrare definitivamente lo status dei Modà, gli stadi. L’approdo naturale per una band che, nel 2013, aveva collezionato cinque sold-out consecutivi al Forum di Assago e quattro al Palalottomatica di Roma.

A portarli a San Siro e all’Olimpico è l’album “Gioia” – quintuplo disco di platino – e le cose vanno esattamente come devono andare: sold-out in entrambi gli stadi nell’estate 2014, con la chicca della prima tournèe internazionale che vede vari club riempiti tra Europa e New York. “La fatica delle salite per apprezzarle meglio quando saranno discese“.

15. Ti passerà (da “Passione maledetta” – 2015)

Guarda cos’hai qua davanti, hai tutta la città. Conquistala e vedrai che poi ci prendi gusto e non ti basterà“. E infatti l’anno successivo è il momento di “Passione maledetta” che, oltre ad aggiungere altri quattro dischi di platino alla loro carriera, riuscirà nell’estate 2016 a raddoppiare la data di San Siro.

Nella seconda a salire sul palco dei Modà ci saranno addirittura i Pooh, in quel periodo impegnati con la loro ultima tournée, per un ideale passaggio di consegne. Dodi Battaglia infatti dichiarerà: “Noi siamo qui per lasciare a voi questo spirito di gruppo, di band, che ci ha portato ad avere 50 anni di successi. Abbiamo voglia che qualcuno lo porti avanti“.

16. Guarda le luci di questa città (da “Testa o croce” – 2019)

Ma non tutto è oro quello che luccica, e a un certo punto Kekko mette in pausa la band. Sovraesposizione, dischi ogni due anni, lunghe tournée, ospitate in tv e la lontananza dalla famiglia gli stavano togliendo il piacere di fare musica. La fine dell’ultimo concerto del 2017 non viene più vista con malinconia, ma come una liberazione. Lui che si definisce “cantautore per passione” stava diventando un “cantautore per professione”, e decide così di non rinnovare il contratto con Ultrasuoni.

Tra “Passione maledetta” e il successivo album “Testa o croce” passano quattro anni, un periodo difficile che ha descritto in “Guarda le luci di questa città”, chiedendosi se la sua Milano “in tutti questi anni si è mai accorta di me, se quando ho pianto mi ha sentito ed ha capito perché, se mi ha difeso dall’odio di chi mi credeva colpevole“.

17. Quel sorriso in volto (da “Testa o croce” – 2019)

Fermarsi per un periodo così lungo con i tempi della musica attuale significa far perdere le tracce di sé. Nei concerti di presentazione di “Testa o croce“, Kekko dichiarerà: “Ci hanno tolto da tutte le radio e da tutte le classifiche. In questi anni sono rimasto primo in classifica solo a casa mia“.

Lo zoccolo duro del loro pubblico, però, è sempre lì, e infatti il brano che segna il loro ritorno nell’estate 2019 riesce a ritagliarsi un suo spazio tra i tanti tormentoni, nonostante la scelta atipica, e coraggiosa, di lanciare per la stagione più calda il racconto di una coppia di innamorati realmente esistita e ricoverata in una clinica psichiatrica. Su Spotify “Quel sorriso in volto” conta più di 21 milioni di streams e oggi, a più di tre anni dall’uscita, viaggia ancora a circa 20.000 ascolti giornalieri. Cifre notevoli per una canzone quanto mai lontana dalle tendenze attuali. Curiosità: è la canzone più bella che Kekko pensa di aver scritto in questi 20 anni.

18. Quelli come me (da “Testa o croce” – 2019)

Il progetto “Testa o croce”  riesce così ad attutire la crisi subita dal pop più classico in questa recente epoca, arrivando al disco di platino e con i primi sei concerti di presentazione interamente sold-out. Le successive date saranno poi trasformate nel “Buona Fortuna Tour“, a causa del persistere dell’emergenza sanitaria che ha provocato continui rinvii, per un totale di 15 date tra palazzetti e Arena di Verona negli ultimi tre anni, con 12 sold-out e circa 150.000 biglietti venduti. Nonostante un’esposizione ormai ridotta al lumicino.

E dell’inferno sai chi se ne fotte“: l’inferno i Modà l’hanno attraversato molteplici volte, uscendone però sempre più vivi che mai.

19. Scusa se non lo ricordo più (da “Buona fortuna – Parte prima” – 2021)

Buona fortuna” è il progetto che descrive al meglio i Modà di oggi (qui una nostra intervista realizzata in occasione dell’uscita dell’album). Una nuova vita all’insegna della libertà e senza più ansie da classifica, vissuta con la fierezza di non aver mai strizzato l’occhio a un’attualità musicale poco gradita.

Tanti artisti pop – ha dichiarato Kekko in un’intervista all’agenzia AGIper rimanere al passo coi tempi stanno scendendo a patti anche con il mondo urban. È un mondo che a me non interessa, ci vedo poca profondità, non me l’ascolterei mai quella roba. In questo momento gli indie siamo noi e siamo contenti così perchè non abbiamo più nulla da dimostrare, se non la nostra coerenza“.

E “Scusa se non lo ricordo più” è il brano che riassume un percorso che sta diventando sempre più intimo e cantautorale, con meno immediatezza e una ancor maggiore ricerca nei contenuti. Al centro il tema dell’Alzheimer, raccontato prima da fuori e poi dal punto di vista del malato: “E se non so nemmeno come ti chiami, perchè continui a dirmi che mi ami?“.

20. In tutto l’universo (da “Buona fortuna – Parte seconda” – 2022)

Si dice che “dietro a un grande uomo, c’è sempre una grande donna” e Laura è la donna che ha seguito da vicino tutta la storia dei Modà, sposatasi l’estate scorsa con Kekko dopo oltre 20 anni di relazione. Ci sono due immagini emblematiche in “In tutto l’universo” – canzone pensata come un regalo di matrimonio – che confermano questo concetto: gli “occhi sognanti come curve di un ponte” di lei, che si oppongono ai “pensieri pesanti di un guerriero silente” di lui.

Kekko è riuscito a resistere a tutto ciò che vi abbiamo raccontato perchè al suo fianco aveva proprio la positività di Laura, il suo appoggio, il suo affetto in grado, anche nei momenti più difficili, di fargli trovare rifugio in un “incastro perfetto“. E quindi forse il vero segreto del successo dei Modà si può riassumere tutto qui: nell’amore.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

By Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

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