Entriamo dentro il testo di una canzone per comprenderne il significato

Nuovo appuntamento con Canzone per te, la rubrica che ogni mese ti porta alla scoperta di una canzone diversa, con l’obiettivo di comprenderne il significato e il messaggio che vuole trasmettere. La canzone protagonista di questo mese è Il peso della valigia di Ligabue. In questo brano l’artista emiliano racconta il percorso di vita di una donna; un percorso fatto di sogni, esperienze e ostacoli da superare.

«Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui e ti è toccato partire bambina, con una piccola valigia di cartone che hai cominciato a riempire»: sono queste le parole con cui si apre il brano. Emerge sin da subito l’immagine innocente di questa piccola bambina che si affaccia alla vita; ella non è ancora consapevole delle sfide che dovrà affrontare. La vita, però, è un viaggio. E, spesso, all’inizio di un viaggio non si è completamente consapevoli di come questo evolverà e di come andrà a finire. Nella vita ogni esperienza conta, anche quelle fatte durante la tenera età. Le conoscenze acquisite e le lezioni imparate verranno custodite nella valigia che ogni individuo si porta appresso lungo tutto il suo percorso.

E, in effetti, la valigia della vita non è poi così tanto diversa da quella che si prepara prima di un viaggio. Non si sa mai quanti e quali indumenti portare, si ha sempre paura di averla riempita troppo, oppure di aver dimenticato qualcosa: «due foglie di quella radura che non c’era già più, rossetti finti ed un astuccio di gemme. E la valigia ha cominciato a pesare, dovevi ancora partire».

Una valigia che si rispetti non contiene solo beni materiali, ma anche e soprattutto sogni. Sogni che ogni individuo coltiva e conserva gelosamente nel cassetto, in attesa che riesca a realizzarli: «e gli occhi han preso il colore del cielo a furia di guardarlo. E con quegli occhi ciò che vedevi nessuno può saperlo».

La piccola bambina, intanto, sta diventando una donna; vive le sue prime esperienze, assume maggior consapevolezza di sé e attraversa le prime difficoltà del viaggio della vita. Un viaggio unico e straordinario, caratterizzato da momenti di felicità, tristezza, speranza e malinconia: «e sole, pioggia, neve, tempesta sulla valigia e nella tua testa. E gambe per andare e bocca per baciare. Sole, pioggia, neve, tempesta sui tuoi capelli, su quello che hai visto. E braccia per tenere e fianchi per ballare».

Già Aristotele, nel IV secolo a.C., definiva l’uomo un “animale sociale”. Ogni individuo, infatti, nutre il bisogno di essere amato, compreso e sostenuto (seppur in modi differenti). Anche le persone più riservate e solitarie necessitano di condividere alcuni momenti della loro vita e, soprattutto, necessitano di una spalla che le sostenga nei momenti difficili e che sappia comprendere le loro paure ed esigenze. Purtroppo, però, è anche vero che non è affatto semplice trovare braccia pronte ad accogliere, orecchie pronte ad ascoltare e una bocca pronta a consigliare: «hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui e ad ogni sosta c’era sempre qualcuno. E quasi sempre tu hai provato a parlare, ma non sentiva nessuno».

A chiunque sarà sicuramente capitato, almeno una volta nella vita, di sentirsi incompreso e inascoltato. Ed è proprio quando non si ha una spalla su cui appoggiarsi che le difficoltà sembrano essere ancora più grandi di quanto lo siano effettivamente. Ecco che, tutto d’un tratto, il viaggio diventa più gravoso, estenuante e la meta appare ancora più lontana. Le gambe sono affaticate e le braccia reggono a stento una valigia sempre più pesante e ingombrante: «e le tue gambe andavano sempre, solo sempre più adagio. E le tue braccia reggevano a stento il peso della valigia».

Ma la vita sa essere imprevedibile e, nel giro di un attimo, può cambiare radicalmente. Dopo tante delusioni e ferite rimediate nel corso del tempo, la speranza di trovare la famosa “persona giusta” sbiadisce sempre più. Eppure, proprio quando si crede di aver toccato il fondo, la persona giusta arriva: «hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui, ma adesso forse ti puoi riposare. Un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare. Ti apro io la valigia mentre tu resti lì e piano piano ti faccio vedere, c’erano solo quattro farfalle un po’ più dure a morire».

Finalmente la protagonista, dopo un viaggio lungo e faticoso, può trovare braccia che la accolgano e un luogo in cui riposare. In poche parole, ha trovato la persona che si prenderà cura di lei e la farà sentire al sicuro. Perché, in fondo, è proprio vero che i successi più grandi sono quelli che arrivano dopo tante sconfitte.

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Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

Di Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

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