Luigi Salvaggio: da Caltanissetta a Castrocaro in direzione Sanremo - INTERVISTA

Luigi Salvaggio: da Caltanissetta a Castrocaro in direzione Sanremo – INTERVISTA

Il giovane artista siciliano si è aggiudicato l’ultima edizione del Festival delle Voci Nuove e si prepara alle selezioni della popolare kermesse ligure.

Per il ventunenne Luigi Salvaggio si tratta di un momento d’oro, sancito dalla vittoria del Festival di Castrocaro, l’annuale manifestazione canora giunta alla sua sessantesima edizione. Prima di lui c’erano riusciti artisti del calibro di Gigliola Cinquetti, Giuni Russo, Luca Barbarossa, Fiordaliso e Zucchero, oltre a tanti altri personaggi che non hanno trionfato ma che non sono passati di certo inosservati, da Eros Ramazzotti a Laura Pausini, passando per Fiorella Mannoia, Michele Zarrillo e Nek. A regalare questa immensa gioia al giovane talento di Caltanissetta è stata un’esperta giuria tecnica, composta da Silvia Mezzanotte, Fio Zanotti, Giò Di Tonno e Claudio Cecchetto, che ha apprezzato l’originalità del suo timbro vocale e l’intenso inedito “Il silenzio delle stelle”, considerato anche da noi tra i migliori in concorso. Abbiamo raggiunto il giovane astro nascente della musica leggera italiana, che ci ha raccontato le sensazioni all’indomani della suo trionfo.

Ciao Luigi, partiamo da questa importante vittoria al Festival di Castrocaro. Come ci si sente ad essere il sessantesimo vincitore di questa manifestazione che ha fatto da trampolino di lancio a numerosi artisti italiani? 

«Diciamo che è una sensazione che non mi aspettavo di provare…qualcosa di unico che ogni giorno continua a regalarmi nuove emozioni».

Parte del merito di questa vittoria è da attribuire al tuo inedito ‘Il silenzio delle stelle’. Com’è nato questo brano? 

«’Il silenzio delle stelle’ nasce in un momento particolare e importante della mia vita, un momento in cui avevo perso delle certezze, infatti il silenzio delle stelle simboleggia lo spegnersi dei sogni».

A cosa è dovuta, invece, la scelta di omaggiare Max Pezzali e gli 883 con la cover ‘Nord sud ovest est’? 

«A dire la verità non ho scelto io la cover ma è stata una scelta fatta dalla produzione, sicuramente per mettermi alla prova in un campo non mio e per omaggiare un grande artista con Max Pezzali».

Come ti sei trovato con gli altri ragazzi, che clima si respirava dietro le quinte? 

«È stato fantastico conoscerli e fare amicizia con loro perché si è creato un clima familiare e favoloso».

Senza metterti alcuna pressione, tra i privilegi del vincitore di Castrocaro c’è quello di accedere di diritto tra i sessantuno semifinalisti delle imminenti selezioni delle Nuove Proposte di Sanremo 2018. Hai già pensato al brano da presentare e come ti stai preparando a questa altra importante occasione? 

«Sto già preparando altri brani inediti da aggiungere alla mia collezione per poter scegliere al meglio in occasione di Sanremo…sicuramente punto a stupire ancora una volta con un testo che possa raccontare di me e che possa essere riconosciuto».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica? «Ero molto piccolo quando ho conosciuto la musica e mi sono appassionato a tutti gli strumenti. Amo la parte strumentale perché trovo fantastico chiunque riesca ad esprimersi attraverso uno strumento. Tutto è iniziato quando ho imparato a suonare la chitarra».

Quali artisti o generi musicali hanno ispirato e accompagnato la tua crescita? 

«Mi ha ispirato in primis Johnny Cash con il suo stile oscuro e allo stesso tempo pieno di significato, per poi farmi colpire da altri artisti italiani come De Gregori, De Andrè, Lucio Dalla, Mannarino, Rino Gaetano ecc..».

Lo scorso anno hai partecipato a “Italia Got Talent”, cosa ricordi in particolare di quell’esperienza? 

«Solo le splendide persone che ho conosciuto».

Sei iscritto alla facoltà di chimica e tecnologie farmaceutiche all’università di Catania. Come riesci ad alternare gli studi ad un’attività così impegnativa come quella musicale? 

«Adesso sicuramente sarà più difficile però provo ad alternare le due cose praticando musica nei fine settimana».

Da ben ventisei anni nella tua città si svolge il Festival di Caltanissetta, kermesse canora meno conosciuta a livello nazionale. Cosa ci racconti della musicale della tua terra e quanto sei legato alle tue radici? 

«Sono legatissimo alla mia terra e anche al festival di Caltanissetta che mi ha permesso di raggiungere la vittoria di Castrocaro e farò di tutto affinché possa essere riconosciuta a livello nazionale la bravura dei musicisti siciliani come Corrado Sillitti (mio Co-compositore), Peppe Milia ecc…».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e sogni nel cassetto? 

«Diventare un cantautore conosciuto a livello nazionale e perché no anche oltre».

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, per concludere, quale messaggio vorresti trasmettere al pubblico oggi attraverso la tua musica? 

«Credere nei propri sogni e non smettere mai di sperare in un miracolo».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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