Top&Flop

Tutti i top ed i flop musicali dell’ultima settimana:

I TOP:

  • La prima dei Seat Music Awards: E’ andata in onda nella serata di mercoledì la prima delle tre puntate degli ex-premi della musica italiana trasformati, per quest’anno, in una passerella benefica. Gli ascolti premiano la serata, i due conduttori ormai sono rodati ed affiatati ed il parterre degli artisti è sufficientemente ampio e particolarmente prestigioso. Qualcuno scivola in esibizioni non così eccellenti, altri scelgono inspiegabilmente il playback ma la cosa che più di ogni altra emerge è che la gente ha voglia di tornare a cantare e ad ascoltare musica live.
  • Le cover scelte da Tiziano Ferro: Dopo tanto chiacchierare Tiziano Ferro ha dato l’annuncio tanto atteso svelando l’arrivo del suo primo album di cover e svelando tutti i brani che faranno parte della tracklist. Non è di certo un progetto innovativo ma, pur senza averlo ancora ascoltato, gli va dato il merito di aver compiuto delle scelte coraggiose, giustificate e ponderate andando a pescare tra la miglior tradizione musicale del nostro Paese e non riducendo il tutto a dei brani magari anche recentissimi per assicurarsi una presa sul pubblico più giovane o sulle radio. Qualcun altro lo ha fatto ed il risultato non è che sia stato questa gran cosa…

  • Pinguini Tattici Nucleari – La storia infinita: Sono la band dell’anno e anche questa volta convincono tirando fuori un singolo inedito che rispetta perfettamente la loro identità musicale ed artistica e, contemporaneamente, li ripropone nuovamente in cima a tutte le classifiche grazie ad una leggerezza mai banale o scopiazzata in giro ma che, comunque, permette loro di essere ugualmente accessibili, apprezzabili e, soprattutto, dotati di un senso proprio all’interno dello scenario musicale.

I FLOP:

  • Emma – Latina: il pezzo c’è, gli autori pure come anche il potenziale radiofonico che potrebbe essere sfruttato per lanciarlo e, soprattutto, per riportare in alto nelle classifiche musicali Emma dopo qualche anno di latitanza in cui è riuscita ad andare avanti sostanzialmente grazie ad una fan-base consolidata e ad una popolarità mediatica che esula dalle vendite discografiche. Il problema, però, è che quella che si ascolta sostanzialmente non è Emma e la cosa sulla lunga distanza non convince: brano carino, orecchiabile e gradevole da ascoltare che comunque non fa mai gridare al miracolo ma che già dopo poco tempo è destinato ad annoiare. Tentativo apprezzabile ma, forse, la direzione giusta è un’altra.

  • Modà – Cuore di cemento: Al contrario della salentina loro continuano a battere sempre lo stesso ferro malgrado questo brano sia stato presentato come un ritorno alle origini a livello di sound il che è sicuramente vero come, però, anche il fatto che le origini dei Modà non è che fossero poi così diverse dalle ultime cose. Agli amanti del genere piaceranno pure questa volta ma, alla lunga, anche questo singolo è destinato ad essere dimenticato senza riuscire realmente ad entrare tra i brani-manifesto di una band che ormai pare aver lasciato per sempre la vetta del successo e per la quale è davvero complicato immaginare una riemersione visti i danni combinati in giro.
  • Samuel – Tra un anno: La voce dei Subsonica torna da solista per lanciare il suo secondo lavoro discografico in questa veste. Lo fa con un suono leggermente diverso da quello che adotta tipicamente con i suoi compagni di avventura dove il comparto elettronico ha un ruolo assai più rilevante di quello che assume in questo brano. Tutto bene se non fosse che a questa canzone manca l’idea giusta da cui partire ed il tutto si sgonfia in poco tempo lasciando in testa la sensazione di un qualcosa di incompiuto o di non troppo ispirato.
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

Di Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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