Sanremo 2006, viaggio nella storia del Festival

Sanremo 2006, viaggio nella storia del Festival

Per il dopo-Bonolis viene scelto Giorgio Panariello e la formula delle categorie non cambia. Dopo il successo de “I bambini fanno ooh” si aggiudica il titolo Povia

Sanremo 2006La cinquantaseiesima edizione del Festival della canzone italiana, in scena al Teatro Ariston di Sanremo dal 27 febbraio al 4 marzo del 2006, è condotta dal comico toscano Giorgio Panariello, affiancato per l’occasione da Ilary Blasi e Victoria Cabello. Trenta canzoni in gara, suddivise nelle quattro categorie: “Uomini”, “Donne”, “Gruppi” e “Giovani”. Tra i veterani in concorso, segnaliamo i ritorni di Michele Zarrillo, Ron, Anna Oxa, Gianluca Grignani, Alex Britti, Dolcenera, Anna Tatangelo, Mario Venuti, Ivana Spagna, Nicky Nicolai, Simona Becchini (già presente nel ’97 con i Dirotta su Cuba) e Gigi Finizio, mentre tra i debuttanti figurano i nomi di Noa, gli Zero Assoluto, Luca Dirisio, gli Sugarfree, Carlo Fava & Solis String Quartet, i Ragazzi di Scampia, gli Arancia Sonora e il vincitore Povia, che si afferma a sorpresa sul gradino più alto del podio con “Vorrei avere il becco”.

Tra le nuove proposte, invece, spiccano le presenze di: Simone Cristicchi, L’Aura, Virginio Simonelli, Helena Hellwig, i Deasonika, Ivan Segreto, Tiziano Orecchio, Monia Russo, Antonello, Andrea Ori, gli Ameba 4 e Riccardo Maffoni, che si aggiudica il titolo con “Sole negli occhi”. Numerosi gli ospiti musicali delle cinque serate, tra cui ricordiamo: Shakira, Christina Aguilera, Anastacia, Hilary Duff, Jesse McCartney, Gavin DeGraw, Riccardo Cocciante, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e Laura Pausini.

Top e Flop di Sanremo 2006

Top
1. Zero Assoluto  – “Svegliarsi la mattina”
2. Anna Tatangelo – “Essere una donna”  
3. Dolcenera – “Com’è straordinaria la vita”     

Flop
1. Riccardo Maffoni – “Sole negli occhi”  
2. Gianluca Grignani – “Liberi di sognare”  
3. Ron – “L’uomo delle stelle”

Anna Tatangelo Sanremo 2006Ad imporsi nelle radio all’indomani dalla kermesse, più che della canzone vincitrice “Vorrei avere il becco” di Povia, sarà soprattutto Svegliarsi la mattina degli Zero Assoluto, in vetta alle classifiche per intere settimane. Tra gli altri brani di successo presenti in quest’annata, ricordiamo: “Essere una donna” di Anna Tatangelo, Com’è straordinaria la vita di Dolcenera, “Dove si va” dei Nomadi, “L’alfabeto degli amanti” di Michele Zarrillo, “Solo con te” di Alex Britti, “Che bella gente” di Simone Cristicchi, “Solo lei mi dà” degli Sugarfree, Sparirò di Luca Dirisio, “Irraggiungibile” di L’Aura, Un discorso in generale di Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet, Davvero di Virginio Simonelli, Noi non possiamo cambiare di Ivana Spagna e Processo a me stessa di Anna Oxa.

LE CONCLUSIONI DEL DIRETTORE

Quello del 2006 fu un Festival fortemente dicotomico. Pur conservando una struttura totalmente in linea con quella sperimentata con grande successo da Paolo Bonolis l’anno precedente l’edizione di Giorgio Panariello non riuscì mai a convincere veramente registrando dati d’ascolto piuttosto deludenti. Dal punto di vista musicale, invece, la dicotomia si registrò nell’ampio spettro di canzoni proposte: se da una parte c’era la leggerezza e la spensieratezza di un Povia che scanzonatamente si portò a casa il leoncino d’oro parlando di piccioni, dall’altra parte c’era anche la profondità e l’azzardo di spessore notevole di Anna Oxa che, ancora una volta, stupì l’Ariston con una veste esotica, sospesa e divisoria con la sua sorprendente e misteriosa “Processo a me stessa” di cui, caso più unico che raro, non fu pubblicato il testo nel tradizionale appuntamento anticipatore di TV Sorrisi e canzoni in cui l’artista non appariva nemmeno in copertina per sua espressa volontà. Menzione speciale per Anna Tatangelo e Dolcenera che in quest’occasione diedero davvero prova di capacità e talento aggiungendo un ulteriore mattoncino nella costruzione della loro carriera.

 

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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