Lorenzo Licitra: “‘Sai che ti ho pensato sempre’ è il mio abito su misura” – INTERVISTA

Intervista al cantante siciliano che torna con ‘Sai che ti ho pensato sempre’

Il 17 maggio è uscito “Sai che ti ho pensato sempre”, su etichetta Sony Music, il nuovo singolo di Lorenzo Licitra che torna sulla scena musicale dopo un anno e mezzo dalla vittoria di X-Factor, che lo ha visto trionfare accanto alla giudice dei giudici (dei talent) Mara Maionchi. Lorenzo non ha voluto cogliere l’onda della popolarità ricevuta dal talent, ha preferito continuare a studiare e lavorare ad un progetto più ampio che spazia dal pop alla lirica, per tornare con maggiore consapevolezza e mettere a frutto il ventaglio di colori che offre la sua voce sempre precisa e centrata, sia quando si esprime nella lirica che quando affronta la strada apparentemente più semplice della musica pop. Ho raggiunto Lorenzo al telefono per fare una chiacchierata su questo anno e mezzo di attesa, per parlare della sua musica, delle radici in cui affonda questa sua passione e per parlare del suo nuovo lavoro discografico.

Ciao Lorenzo, benvenuto su Recensiamo Musica. Ho ascoltato il tuo nuovo brano, “Sai che ti ho pensato sempre”, ed ho apprezzato il fatto che tu, avendo una voce potente come una Ferrari, abbia scelto di usarla, per fare una metafora, per una passeggiata sul lungomare piuttosto che correre in pista e sfruttarla al massimo delle sue potenzialità.

<<Diciamo che abbiamo scelto di tornare con un brano leggero ma che avesse un testo che parlasse di me, un testo fresco per tornare in pista senza mettere, fin da subito, tutto sul piatto. Nella canzone, scritta da Marco Guazzone, Alessandra Flora, Francesco Morettini e Luca Angelosanti, si parla di un amore finito, ma, nonostante la storia sia finita, prevalgono i ricordi felici, la tenerezza di una storia vissuta intensamente anche se ormai lasciata alle spalle. Prima di tornare ho aspettato che arrivasse un brano che parlasse per me e non solo di me. Non ho avuto fretta, lavorare a lungo col mio team è stato un elemento fondamentale. È stato come aspettare per potersi permettere un abito su misura piuttosto che indossare la prima cosa al volo>>,

Nel tuo brano d’esordio, “In the name of love”, hai cantato in inglese, oggi, per questo tuo ritorno, canti in italiano. Quindi che mi dici, cosa scegli inglese o italiano?

<<Sai, non si tratta di una scelta: mi piace cantare sia in inglese che in italiano, è anche vero che l’inglese ti apre scenari internazionali, stiamo lavorando anche su questo fronte, ma non posso ancora anticipare nulla…>>.

Raccontami da dove nasce, indipendentemente dallo strumento che ti ritrovi, questa tua passione per il canto. Qual è il tuo primo ricordo su un palco?

<<Da sempre, da piccolo ogni occasione era buona per immaginare che qualunque oggetto che mi ritrovavo in mano fosse un microfono, una passione innata che i miei genitori hanno subito capito. Ero il componente di un coro a Ragusa, la mia città, legato al Coro dell’Antoniano di Bologna, un coro dedicato a Mariele Ventre, storica direttrice del coro dello Zecchino d’Oro: con quei ragazzi abbiamo fatto esperienze uniche, abbiamo pure cantato per il Papa. Poi ho coltivato questa passione studiando, ho fatto un percorso accademico, ho imparato l’importanza dello studio e della musica come professione>>.

Cosa porti della Sicilia nel tuo modo di fare arte?

<<Il sole e il mare mi mancano tantissimo, ormai vivo a Milano per lavoro, appena spunta un raggio di sole il mio pensiero è subito proiettato in Sicilia. Mi sono divertito a girare il video che abbiamo girato per “Sai che ti ho pensato sempre”: mi ha, in qualche modo, proiettato nei miei luoghi>>.

La tua voce ha mille colori e ti permette di spaziare senza fatica dal pop alla lirica. Forse la mia domanda è riduttiva, ma, avendo un ventaglio così ampio, qual è il tuo artista di riferimento?

<<Sicuramente è Luciano Pavarotti, lui è stato il primo ad abbracciare, senza pregiudizi, i due mondi, di lui, pur non avendolo conosciuto di persona ho apprezzato moltissimo, poi mi arrivano i racconti diretti di Nicoletta (Mantovani, nda), la mia manager, un artista straordinario che non ha mai perso il contatto con la realtà, con la sua terra, molto legato alla famiglia e alle cose semplici>>.

Grazie Lorenzo per averci raccontato di questo tuo ritorno che è in qualche modo un debutto, sono curioso di ascoltare gli altri brani…

<<Ci stiamo lavorando, per il momento non posso dire nulla, solo che spazierò anche su altri generi, ma ancora è presto per sbilanciarmi, comunque grazie a te, un saluto ai lettori e alla prossima!>>.

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Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

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