2021

Le canzoni pop italiane del del 2021 da non perdere

Dopo avervi proposto la top 100 indie e quella rap (qui) rigorosamente in ordine alfabetico, abbiamo provato a riassumere in questo articolo le 100 canzoni italiane (pop o simil-pop) del 2021 da ascoltare assolutamente:

001 – Altro – Baltimora
L’ultimo vincitore di X-Factor è la perfetta sintesi tra tradizione e contemporaneità. Da un lato ha la presenza e la voce giusta per rifarsi alla matrice pop del format, dall’altra ha una scrittura attuale e un suono calibrato rispetto all’oggi per riuscire a rappresentare la ricerca e l’evoluzione musicale. La sua Altro‘ di debutto è un perfetto manifesto dell’inquietudine interiore della nuova generazione che con preoccupazione guarda al di fuori. Il tutto contornato da un suono incisivo, una voce autorevole ed una spendibilità non elementare. Altro Baltimora
002 – Amare – La Rappresentante di Lista
Tra i grandi protagonisti del Festival di Sanremo 2021, i due ragazzi de La Rappresentante di Lista sono riusciti a conquistare il grande pubblico dopo diversi anni di gavetta pur senza tradire la propria natura sperimentale, indipendente ed alternativa. Pur se prodotti da Dario ‘Dardust’ Faini, Veronica e Dario conservano la loro maniacale attenzione al suono confezionando per ‘Amare‘ un arrangiamento perfettamente integrato ad una voce ipnotica. Che bello quando l’arte recupera la qualità della ricerca… Amare - La Rappresentante di Lista
003 – Amarsi è un miracolo – Alberto Urso
Che sia difficile trovare il repertorio adatto per un artista pop-lirico come Alberto è un dato di fatto. Stavolta l’impresa riesce azzeccando un brano che rispetta sia la potenza vocale che la vocazione pop e delicata del suo interprete. Ne esce un compromesso credibile, godibile all’ascolto e non figlio di un genere (e di un tempo) sempre difficile da attualizzare in chiave commerciale. Nota di merito ad un testo che regala versi semplici ma efficaci. Amarsi è un miracolo Alberto Urso |recensiamomusica.com
004 – Balla così – Cannella e Zero Assoluto
Cannella sfrutta l’essenza musicale sempre in movimento degli Zero Assoluto e un brano equilibrato come Balla così per sfoderare tutta la sua ambizione pop. Lo fa realizzando un pezzo lineare ed efficace nella sua scrittura che beneficia anche di un cantato pulito e facilmente fischiettabile in una potenziale dimensione radiofonica. Il linguaggio indie-pop ben si sposa con l’oggi musicale ma riprende anche quell’idea di ieri da riattualizzare. Cannella - Balla così
005 – Buonanotte – Pierdavide Carone
Una ballata pop che testimonia tutta la capacità di Pierdavide Carone nella scrittura di brani di questa impostazione. Buonanotte, in questo senso, è il tipico brano che cresce con la giusta progressività dotandosi, poi, di un inciso che pare riconcorrersi creando quel vortice emotivo capace di coinvolgere l’ascoltatore dandogli l’impressione di assistere al racconto della sua stessa esistenza. Pierdavide Carone - Buonanotte
006 – Buongiorno vita – Ultimo
La penna romantica e nostalgica di Ultimo si poggia ancora una volta sul racconto della vita, delle sue avventure e delle sue sfide. Buongiorno vita‘ è il canto di chi vive nella delusione, nella sofferenza o nel dolore ma che ha ancora la certezza che “l’estate arriverà”. La vita, nonostante tutte le sue avversità, saprà, ancora una volta, stupire e conquistare. Ultimo se ne fa portavoce e rende al meglio il racconto del massimo segreto dell’uomo. Ultimo - Buongiorno vita
007 – Cantarè – Mannarino
E’ un Mannarino che torna all’essenza e all’origine quello che si fa suono per una primordiale Cantaré. Tutto in questo brano va alla ricerca del momento del principio piuttosto che dell’alterazione futurista. Suoni tribali si mischiano al frutto dell’esperienza sintetica trovando anche nella testualità il giusto sostegno per trasmettere un messaggio di genesi e naturalezza. In questo vortice primordiale ad emergere è l’atto liberatorio e conoscitivo del cantare, un’esperienza che, più di molte altre, permette l’espressione autentica. Mannarino - Cantarè
008 – Canzone inutile – Alessandra Amoroso
Alessandra torna ad impossessarsi nuovamente del modello ballad-pop per trasmettere il proprio messaggio musicale dopo lunghi periodi di corteggiamento al mondo sonoro più spensierato e contemporaneo. Questo ritorno alla delicatezza e alla melodia più distesa per una Canzone inutile, però, avviene con una maggiore consapevolezza rispetto al passato dando modo all’artista salentina di mettere in evidenza un utilizzo della vocalità più sopraffino e di spessore. L’amore rimane il centro del suo universo narrativo ma la forma-canzone si avvicina, sempre di più, ad una forma interpretativa più intensa e alta. Alessandra Amoroso - Tutto accade
009 – Calamite – Mecna
Mecna utilizza tutta la sua abilità produttiva per un brano che gioca con efficacia con il suono distorto e trascinante di un beat elettronico capace di entrare in testa all’ascoltatore con facilità. Il racconto di un amore irresistibile si concretizza sfruttando l’immagine azzeccata di due calamite incapaci di respingersi ma a catturare l’attenzione è soprattutto una produzione fresca, coinvolgente ed illuminata capace di esaltare tanto la forma-canzone scelta quanto l’esigenza di lasciarsi andare ad una nuova leggerezza. Mecna - Calamite
010 – Cattive stelle – Francesca Michielin e Vasco Brondi
Un brano lento, delicato e cantautorale che fa dimenticare a Francesca Michielin gli eccessi delle ultime sperimentazioni per farle riabbracciare una certa essenza ben incarnata dal minimalismo di Vasco Brondi. Cattive stelle arriva perfettamente a racchiudere il senso di un pop d’autore che sa raccontare con profondità ma anche con semplicità ed immediatezza. Un linguaggio musicale che dovremmo tutti andare a riscoprire. Francesca Michielin e Vasco Brondi - Cattive stelle
011 – C’è bisogno di credere – Massimo di Cataldo
Se il 2020 è stato l’anno dei vari “andrà tutto bene” il 2021 ha dimostrato, anche in musica, l’esigenza di guardare avanti con positività. Lo spirito della ripartenza è stato ben raccontato da un Massimo di Cataldo che in C’è bisogno di credere ha ribadito tutta la profondità della sua anima pop, tutta la sua capacità di scrittura lineare e tutta quella sua esigenza di lasciare andare, senza troppe furbizie, la voce all’interno di lunghi crescendo nostalgici. Massimo di Cataldo - Ho bisogno di credere
012 – Cerotti – Tiromancino
La voce profonda e ricca di sfumature calde ed avvolgenti di Federico Zampaglione incontra in Cerotti quella nostalgia tormentata tipica della scrittura di Gazzelle realizzando un connubio da subito vincente e riuscito. Immaginatevi in auto in una sera d’inverno con la pioggia che scende a guardare una finestra illuminata. Sarà poesia con una colonna sonora irraggiungibile. Cerotti tiromancino
013 – Che senso ha – Franco126
Quando Franco126 riesce a dimostrare tutta la sua nostalgia il risultato quasi mai delude le aspettative. Questa Che senso ha mette in campo tutta la romanità del suo interprete ma anche il suo tormento più distruttivo. Il ritornello si apre facendosi, come sempre canticchiabile, ma non abbandona il proprio scopo narrativo dimostrando come anche l’apparente leggerezza indie sappia essere cupa. Franco126 - Che senso ha
014 – Chiama il mio nome – Giordana Angi e Briga
Se mi dovessi scordare delle cose importanti…”. Non è banale nemmeno in questo caso lo spunto riflessivo della scrittura, sempre ottima, di Giordana Angi. Lo sviluppo narrativo porta, poi, ad affrontare il racconto di un amore che deve fare i conti con il futuro e le occasioni della vita. Briga da al pezzo la profondità timbrica giusta per riflettere quella nostalgica attesa che il pezzo possiede già di per sè. Un buon punto d’incontro. Mi muovo - Giordana Angi
015 – Cocoricò – Samuel e Colapesce
Samuel offre a Colapesce tutto il suo sound per realizzare un duetto in cui a fatica si distinguono le due diverse componenti tanto profonda è l’amalgama che si viene a creare. Ci sono le immagini di un quadro ben preciso ma c’è anche il beat giusto per scatenarsi in un salto compulsivo mentre si urla a tutto fiato un ritornello radiofonico e travolgente. Dopo di che tutti di corsa al Cocoricò. Samuel - Brigata Bianca
016 – Colibrì – Cesare Cremonini
Sceglie di rimanere volutamente fuori dal tempo il bravo Cesare Cremonini pur tentandone un ritorno in grande stile al centro della scena. Colibrì‘ mantiene la leggerezza e la carica narrativa intensa degli ultimi lavori del cantautore bolognese eppure ha in sè anche la capacità di sapersi confrontare con la dimensione radiofonica e spendibile di un cantato capace di aprirsi allo sguardo dell’attualità commerciale imponendone un nuovo gusto. Cesare Cremonini - Colibrì
017 – Crederò – Mario Biondi e Il Volo
Una fusione originale eppure credibile tra voci e stili completamente diversi avviene in uno dei brani più supportabili delle ultime proposte del cantautore siciliano. La voce inconfondibile di Mario Biondi (che continua a suonare più centrata nell’espressione inglese) fa da contraltare a quelle limpide e potenti de Il Volo e si esalta di nuovi colori risultando per assurdo leggiadra. Ne beneficiano entrambi i lati del progetto che, mettendosi a disposizione gli uni degli altri, trovano un brano di sicuro impatto. Mario Biondi Dare
018 – Cronaca di un tempo incerto – Michele Bravi
A conclusione di un percorso narrativo compiuto attraverso le pagine del dolore e del buio Michele arriva a tracciare i confini di un generale smarrimento. Cronaca di un tempo incerto‘ è la riflessione messa in musica di molti che si trovano a guardare al domani con insicurezza, dubbi e paure nell’amore come nel lavoro o nella vita. Il tutto passa attraverso un arrangiamento sempre in perfetto equilibrio tra classicità e attualità ed una ormai maturata capacità teatrale del cantautore umbro nel dare spessore alle parole che sceglie di far proprie. Michele Bravi - La geografia del buio
019 – Dall’alba al tramonto – Levante
Levante stupisce tutti un’altra volta e per un (inatteso) ritorno estivo si gioca la carta di una Dall’alba al tramonto intima, sussurrata e mai dirompente a livello d’energia sonora. In un arrangiamento ridotto all’osso la cantautrice siciliana canta di tutte quelle volte in cui ci si arrende prima che arrivi la fine delle cose e in cui si rinuncia a gustarsi le esperienze fino alla loro naturale conclusione. L’invito, invece, è quello di vivere, ogni volta, aspettando i doverosi titoli di coda. Levante - Dall'alba al tramonto
020 – Davanti al mare – Simona Molinari
Davanti al mare‘ è la fotografia di una nuova Simona Molinari che si realizza passando attraverso un percorso interpretativo capace di farle mettere da parte, pur senza dimenticarne la forza, il suo lato più tecnico da devota al canto jazz. Lorenzo Vizzini e Cordio compongono un’irresistibile poesia che insegna a guardare alla vita con un ritrovato spirito di fiducia. Simona Molinari si fa portatrice di questo nuovo slancio con la sua abituale delicatezza capace di portare fuori dal tempo anche un ritratto di un momento dell’esistenza come questo. Simona Molinari - Davanti al mare
021 – Dieci – Annalisa
Alla sua quinta esperienza sanremese Annalisa si gioca la carta di Dieci che ne festeggia anche il traguardo di carriera. Il punto di partenza è la struttura dell’ottima ‘Il mondo prima di te’ che nel 2018 ne rappresentò l’apogeo artistico. L’evoluzione da allora è un linguaggio più spigliato e una riduzione dei respiri. Rimane, però, chiaro l’obiettivo di coniugare vocalità sanremese alla contemporaneità dei linguaggi musicali. Annalisa - Nuda10
022 – Equatore – Rancore e Margherita Vicario
Il percorso di spendibilità di Rancore passa anche attraverso l’Equatore accompagnandosi alla forza di una Margherita Vicario sempre più a proprio agio con il canto contemporaneo ed i suoi suoni. Le due voci d’incastrano alla perfezione ed anche i mondi stilistici di ciascuno trovano, all’interno di un brano trascinante e fresco, i giusti spazi per mettere in evidenza le proprie caratteristiche di forza senza risultare mai di troppo rispetto a quello che la canzone stessa richiede. Rancore e Margherita Vicario - Equatore
023 – Fammi respirare – Samia
La proposta più classica tra quelle arrivate in finale all’ultimo Sanremo Giovani arriva da una ragazza che dispone di una vocalità importante, interessante e colorata di sfumature soul capaci di suonare avvolgenti, calde e rassicurante. La sua Fammi respirare è una dedica accurata a chi l’amore lo vive come un sospiro vitale capace di rimettere in circolo l’aria dentro ad un petto che continua a battere per questo. Samia - Fammi respirare
024 – Gli Oasis di una volta – Giusy Ferreri
In vista del suo prossimo ritorno al Festival di Sanremo, Giusy sceglie di riaffacciarsi con forza al mondo pop-rock in cui è nata con una ballata potente ed evocativa. Firme d’eccezione portano la sua voce sempre riconoscibile a raccontare de Gli Oasis di una volta che si fanno veicolo di una metafora amorosa. Il vero focus, però, non può non essere messo su di una voce che in ogni brano trova l’opportunità di esprimersi al meglio risultando incisiva, centrale e ipnotica. Un dono che in poche ugole hanno e che ci meritiamo di riscoprire per dare nuovamente alla musica il valore della personalità. Giusy Ferreri - Gli Oasis di una volta
025 – Glicine – Noemi
Noemi è tornata a tempo grazie ad una Glicine furba ma non svilente. Furba perchè il pezzo ha in sè tutte gli elementi per riuscire a funzionare nell’oggi discografico. Non svilente, anzi coerente, perchè la brava interprete romana non ha dovuto rinunciare nè alla sua voce potente e riconoscibilmente graffiata nè al suo spirito pop più melodico, interpretativo ed amoroso. Quando si dice un compromesso riuscito e vincente per una rinascita attesa.